Pubblicate le linee guida OIV sull’impairment test

 

 

La Fondazione OIV ha pubblicato in Draft un Discussion Paper sul tema: “Impairment test ai sensi dello Ias 36, linee guida per gli organi di amministrazione e di controllo, il management e l’esperto di valutazione (interno o esterno)”.

 

Il documento non si propone di affrontare la teoria valutativa connessa alla stima del valore recuperabile ma si pone l’altrettanto ambizioso obiettivo di fornire le linee guida a quattro delle cinque categorie di soggetti coinvolti nel complesso processo di impairment test, tenendo conto dei rispettivi ruoli e competenze:

  1. organo di amministrazione,
  2. organo di controllo,
  3. management,
  4. esperti di valutazione.

Il documento analizza tutte le attività che precedono, disciplinano e seguono la stima del valore recuperabile e si propone per ciascuna di essa di illustrare quali sono i compiti e i doveri dei 4 soggetti coinvolti.

Alcuni dei rischi di errore più frequenti negli impairment test sono generalmente ricondotti a:

  • l’identificazione della CGU cui è allocato l’avviamento ad un livello troppo alto;
  • stime di fair value non attendibili in quanto non riflettono le condizioni di mercato correnti;
  • l’attribuzione di un peso ridotto alle evidenze contrarie al risultato dell’impairment test (prime fra tutte una capitalizzazione di borsa inferiore al patrimonio netto);
  • l’inadeguata identificazione dei triggering event che richiedono la ripetizione in corso d’anno dell’impairment test;
  • l’uso di informazione prospettica per la stima del valore d’uso non fondata su assunzioni ragionevoli e supportabili;
  • l’uso di tassi di sconto che non riflettono i rischi operativi della/e CGU, ma piuttosto quelli dell’impresa nel suo complesso;
  • disclosure di bilancio carenti, lacunose e ripetitive del mero disposto del principio (boilerplate).

L’interesse per questo paper scaturisce dalla finalità ultima sottesa: meccanismi di governance più robusti dovrebbero essere in grado di migliorare la qualità dell’impairment test, una qualità che si traduce nel fornire un migliore allineamento fra i risultati dell’impairment test e le effettive condizioni economiche dell’impresa. Tale allineamento trova fondamento se il processo che ha generato e definito l’impairment test è ben documentato e ben ragionato, ossia se ciascuna delle quattro categorie di soggetti coinvolti ha adottato un adeguato “scetticismo professionale”, ossia “un’attitudine ad interrogarsi sulla rilevanza dell’impairment test, sulla presenza di elementi probativi contradditori, sull’attendibilità e la completezza delle fonti informative rese disponibili, sulla appropriatezza delle analisi e delle competenze mobilitate in relazione alla complessità/criticità della valutazione”.

 

Il documento è integralmente consultabile a questo link: http://www.forumtools.biz

Si possono inviare all’OIV commenti alla bozza del documento entro il 31 marzo 2019.

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